Bitcoin

Bitcoin e gli attacchi informatici

Il 3 aprile, Mt. Gox ha riportato dell’attacco di hacker che hanno interrotto l’accesso al servizio. Inoltre, la società che gestisce i portafogli Bitcoin, Instawallet, ha chiuso a tempo indeterminato dopo aver scoperto l’accesso fraudolento al database del sistema. Queste brecce nella sicurezza non sono certo episodi isolati e nel 2011 se ne sono verificati diversi.

La notte del 12 giugno 2011, sono stati rubati 25 mila bitcoins da qualcuno che giustamente si è definito “vanificato”. Il sistema crittografico che rende le transazioni permanenti dopo 10 minuti ha lavorato a favore del ladro in questa occasione: una volta che la transazione illegale è stata aggiunta al Blockchain diventa irreversibile. Le bitcoin rubate valgono oggi oltre tre milioni di dollari.

La settimana successiva, un hacker ha compromesso il sistema Mt. Gox, provocando il crollo del valore bitcoin da 17 dollari a pochi centesimi nel giro di qualche minuto. Il valore Bitcoin contro le altre valute è sceso in maniera meno drammatica, ma l’evento ha scosso la fiducia nei confronti del sistema; successivamente Mt. Gox ha chiuso per avviare un’indagine.

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Poi, il 29 giugno, il portafoglio elettronico eWallet di MyBitcoin, terza parte che deteneva in passato le bitcoin, ha chiuso il sito per poi riaprirlo qualche giorno più tardi e riportare che l’interfaccia per la carta acquisti era stata compromessa. Successivamente fu rilasciata una dichiarazione in cui si diceva che il 51% dei possedimenti totali in bitcoin era stato rubato e che il rimanente 49% sarebbe stato restituito ai consumatori. Per questo alcuni ritengono che MyBitcoin sia stata una truffa sin dall’inizio.

L’opinione, non a caso, è divisa tra chi considera Bitcoin una rivoluzione e chi una bufala.