Bitcoin

Come funziona davvero Bitcoin? E chi ci lavora?

In un articolo di nove pagine dal titolo “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System“, Nakamoto ha delineato il funzionamento del sistema valutario bitcoin, ma la spiegazione è alquanto confusa. Il sito Bicoin e il wiki ad esso dedicato forniscono spiegazioni più semplici su come funzioni questo sistema.

In sostanza, l’intera rete fa affidamento su un qualcosa chiamato “Blockchain” che contiene il log delle transazioni pubbliche condivise e i dettagli di ogni transazione. La natura open delle transazioni consente ai server Bitcoin, o nodi, di verificare gli scambi tra i portafogli Bitcoin.

Una transazione viene definita come il trasferimento di valore tra due indirizzi Bitcoin. Il sistema conferma l’identità dei partecipanti controllando le “chiavi private” dei rispettivi portafogli, un sistema segreto di dati che si comportano come firma digitale. Anche le firme utilizzano prove matematiche che ne confermano l’autenticità. Una volta “firmato”, nessun altro potrà cambiare i dettagli del trasferimento di valore.

La crittografia e la sicurezza dei protocolli matematici contribuiscono a proteggere il Blockchain dagli attacchi e dalla manipolazione degli hacker (si veda per questo il punto 9). Il particolare algoritmo del sistema crittografico si chiama “mining” ed è gestito dai “miners“, server e nodi anonimi Bitcoin gestiti da individui altrettanto anonimi.

I miner confermano le transazioni aggiungendo “blocchi”, o registrazioni delle transazioni al Blockchain e risolvendo prove matematiche che richiedono un sistema crescente di potere computazionale.

Gli operatori dei miner ricevono per compenso e verifica del loro lavoro alcune Bitcoin, 25 per essere precisi, creando così un incentivo affinché gli operatori lavorino per il mantenimento dell’integrità del sistema. Il compenso ha così il duplice scopo di ampliare la base monetaria Bitcoin che non può superare i 21 milioni.

(Un aumento del volume delle transazioni indica un aumento della domanda di bitcoin. Nel sistema attuale, l’importo pagato per una ricompensa dopo il mining dimezza ogni quattro anni, garantendo così che l’offerta di moneta non superi il massimale stabilito.)

Nel primo anno della sua esistenza, sono state create 10.5 milioni di Bitcoin. Secondo le proiezioni, il massimale dei 21 milioni sarà raggiunto nel 2014.

L’intenso processo computazionale è paragonato al duro lavoro dell’estrazione dei metalli preziosi (da cui “mining” – estrarre dalla miniera) come l’oro e l’argento.

Poiché la moneta è stata sino ad oggi piuttosto oscura, si ritiene che possa essere diventata il riferimento per organizzazioni criminali e venditori di droga. Ma in questi ultimi periodi, Bitcoin sta diventando molto popolare anche tra normali consumatori e investitori.