Bitcoin

Il vero valore di Bitcoin

di Patrick Murck

Mi viene chiesto spesso quanto vale un bitcoin in quel preciso momento, riferendosi al prezzo in moneta fiat con cui viene valutato, e io solitamente rispondo chenon lo so e non m’interessa. Il reale valore del Bitcoin inteso come sistema, e quindi di una singola unità o frazione della stessa, è attualmente inquantificabile. Generalmente questo scatena scetticismo, come se il mio fosse un gioco di parole.

E forse lo è, in qualche misura.

Ma non è semplice come rispondere “91,92 USD.” Il reale valore dei bitcoin non è la somma con cui 1 BTC può essere acquistato oggi, bensì il futuro valore combinato di due capitali intellettuali: la composizione della comunità bitcoin e l’utilità del suo scopo.

La prima parte è facile da capire. Il Bitcoin è l’accumulo del talento, del duro lavoro e della costante dedizione delle persone che sviluppano e mantengono il protocollo Bitcoin, fanno impresa intorno al protocollo Bitcoin, i commercianti e i consumatori che usano il protocollo Bitcoin nella vita di tutti i giorni, e coloro che lo proteggono e lo promuovono.

Più persone entrano a far parte della comunità bitcoin, più il valore del sistema aumenta.

La seconda parte richiede un’immersione un po’ più profonda in ciò che il bitcoin è in realtà (indizio: non è una moneta virtuale).

Bitcoin è Finanza Distribuita

Bitcoin non è solo denaro.2 Bitcoin è un protocollo per fissare, archiviare e trasferire valore. Ciò include l’uso ricorsivo di bitcoin per fissare, archiviare e trasferire i bitcoin stessi come una cosa di valore.

Alla sua base, il denaro presuppone un tale sistema trasparente e affidabile per fissare e trasferire beni e proprietà. Nonostante molti trattino i bitcoin come denaro, in realtà si tratta di un nuovo tipo di asset. Come asset digitale, il primo uso ampiamente adottato di Bitcoin è stato quello di usarlo come strumento per il deposito sicuro e il trasferimento di valuta fiat.3

Questo è il modo in cui molte persone pensano e usano Bitcoin oggi, come un sostituto del denaro, ma è una classificazione inadeguata. Probabilmente il modo migliore di pensare il bitcoin è come metodo di Valore su IP (purtroppo VoIP è già stato assegnato altrove come acronimo). Quando per la prima volta incontrai Bitcoin, la prima cosa che mi colpì fu il modo in cui esso rimpiazza, nel diritto legale, la tradizionale lista di passaggi di proprietà di un bene. Il protocollo Bitcoin protegge l’interesse di un gruppo in un asset in modo identificabile e sicuro, e fornisce un insieme trasparente di regole e di meccanismi di applicazione in modo che tutte le parti sono tenute ugualmente responsabili. E fa tutto questo senza alcuna dipendenza da enti finanziari, normativi, o giudiziari.

In realtà, Bitcoin è legge sotto forma di codice.4

Forse Bitcoin può essere meglio compreso come una risposta al fallimento delle istituzioni. Le istituzioni finanziarie private non sono riuscite a rispondere all’ingiustizia sistemica riguardante il problema di chi debba avere accesso al sistema finanziario globale. Le istituzioni pubbliche impiegano più risorse per tenere le persone fuori dal sistema finanziario5 globale che nel costruire infrastruttureper consentire ai non aventi diritto di tutto il mondo di accedere alla finanza globale.

Infatti, mentre alcuni hanno alzato le mani lamentandosi6 per le regole che le tradizionali istituzioni utilizzano nel servire le popolazioni senza diritti, altri hanno intensificato gli sforzi e creato soluzioni più semplici per gli utenti. 7In questo momento, i kenioti che utilizzano il sistema Kipochi hanno un accesso al sistema finanziario globale usando Bitcoin e sono in grado, a loro piacimento, di convertire bitcoin in m-Pesa per le transazioni e gli acquisti locali.

Dove il governo e il settore privato hanno fallito, lo sviluppo open source potrebbe aver trovato la risposta in Bitcoin.

Il Valore di Bitcoin Come Sistema Finanziario Distribuito

Il modo di valutare il vero valore di Bitcoin è attraverso la qualità della sua comunità e come questa comunità utilizza il protocollo Bitcoin per rispondere ai bisogni del mercato. Se Bitcoin diventasse il libro contabile digitale dei beni e delle transazioni del “Sistema D8 [il mercato nero, NdT], gestirebbe un mercato di 10 miliardi di dollari9 completamente ignorato dalle istituzioni finanziarie sia pubbliche che private.

Questo è il motivo per cui molti investitori hanno la sensazione che il corrente valore di mercato di 1 miliardo di dollari sia bassoconsiderando la potenziale capacità di Bitcoin di rivoluzionare il modo in cui nella nostra società valore e proprietà vengono concettualizzati, archiviati e gestiti in un mondo abilitato a Internet.

Questo è tutto molto eccitante, ma Bitcoin ha valore come sistema solo nella misura in cui la partecipazione individuale e l’inclusione siano rispettate. Per far si che un qualsiasi sistema possa essere utile al Sistema D e a popolazioni private ​dei diritti civili, esso deve essere privato, decentralizzato (e quindi extra-governativo) e le transazioni all’interno del sistema devono essere irreversibili (e quindi sicure e rispettate). È la combinazione di questi tre elementi che rende il Bitcoin anti-fragile.10 Ed è proprio questa combinazione di elementi che permette la cartolarizzazione di asset digitali, la perfetta fungibilità di tali attività e quindi il rinvenimento di nuove e in precedenza inaccessibili fonti di capitale.

Un compromesso su uno di questi principi fondamentali svaluta il Bitcoin nel suo complesso. È per questo che la comunità reagirà vivacemente verso una minaccia a questi principi.11

La Privacy è Intrinseca nel Valore di Bitcoin

A differenza della catena dei titoli di proprietà usata nel diritto proprietario, il protocollo Bitcoin non confida nell’identificazione di un soggetto per assegnare la proprietà di un bene digitale archiviato nella BlockChain (il libro contabile distribuito che registra i beni nel protocollo Bitcoin). Tutto quello che serve per affermare la proprietà è il possesso o la conoscenza di una chiave privata Bitcoin (tipo una password per usare il tuo indirizzo Bitcoin).

La privacy è essenziale per Bitcoin poichè il protocollo autentica la proprietà e le transazioni attraverso un sistema di contabilità decentralizzato12 e distribuito. Senza privacy Bitcoin si trasforma in qualcosa di molto più dannoso di ciò che la NSA potrebbe mai sognare. Sarebbe un registro completo, accessibile a chiunque, contenente ogni trasferimento di valore che tu e ogni altro utente bitcoin abbiate mai effettuato.

Per molti versi, il metodo privato di registrare il diritto di proprietà dei bitcoin è di gran lunga superiore ai metodi basati sull’identificazione. Per dissidenti, giornalisti e altre categorie stigmatizzate la privacy è essenziale per il benessere e, in alcune parti del mondo, perfino per la sopravvivenza. Questo metodo è superiore anche ai sistemi di passaggio di eredità in cui l’incertezza sulla proprietà ha soffocato l’innovazione.13 Sono finiti i giorni passati a cercare di identificare il legittimo proprietario di un copyright a causa di scarse informazioni sull’identità dell’artista, incerti diritti contrattuali o semplicemente una rivendicazione di proprietà fuori tempo massimo. La blockchain renderebbe la proprietà di materiale protetto da copyright trasparente, sicura, facile da dichiarare e da dimostrare. Diritti contrattuali, royalties e perfino droit moral possono essere incorporati nella blockchain. Pagamenti di licenze e royalties sarebbero automatici e totalmente riscontrabili in tempo reale.

Facendo un passo avanti, la blockchain può rivelarsi un’elegante soluzione per applicare la dottrina della prima vendita14 contenuta nella legge sul copyright dei beni digitali. Un produttore di contenuti può creare un unico asset digitale15 nella blockchain per ogni singola copia di un prodotto digitale. Questo asset rappresenterebbe un diritto di proprietà unico e trasferibile al consumatore il quale potrebbe liberamente trasferirlo attraverso la blockchain. Siccome un’unica chiave può sbloccare il contenuto della blockchain, il venditore perderebbe l’accesso e il compratore lo otterrebbe, in un modo molto simile al trasferimento di proprietà della copia fisica di un cd o di un libro. E ovviamente, la transazione sarebbe completamente trasparente e verificabile.

In rete la privacy dell’utente genera trasparenza. Non ci si può aspettare che i partecipanti concedano piena trasparenza finanziaria a livello istituzionale se non possono scegliere di avere la completa privacy sulle proprie transazioni personali. Lo scambio qui è chiaro, privacy ai singoli conduce a più trasparenza in affari precedentemente opachi. Questo è il motivo per cui abbiamo visto il primo servizio di scommesse online provatamente equo16 basato sul protocollo bitcoin adesso venduto per circa 12 milioni di dollari.

Purtroppo è facile rendersi conto di come le cose possano velocemente andare storte se la privacy, e quindi l’anonimato, non viene rispettato in rete. Una singola breccia in una piattaforma di scambio Bitcoin contenente in tutto o in parte un database identificativo può condurre all’esposizione di tutta la storia finanziaria online di un utente (immagino che la Federal Trade Commission avrebbe qualcosa da dire su questo). Mentre alcuni tipi di piattaforme dovranno verificare e registrare l’identità degli utenti17 che effettuano scambi tra denaro fiat e bitcoin, la decisione ricade alla fine sul consumatore. È una scelta del consumatore se usare un servizio che richiede la verifica dell’identità o usare un altro mezzo per ottenere Bitcoin.

Come risultato, il bitcoin restituisce la privacy finanziaria fermamente nelle mani dei consumatori per la prima volta da almeno una generazione.

Un Sano Contesto Normativo

La minaccia più immediata al raggiungimento del più alto obiettivo di Bitcoin come sistema utile sono le ampie reazioni difensive delle autorità legali e normative. È possibile e perfino probabile che col tempo ogni risposta normativa sia resa vana dalla tecnologia. Ma nel breve termine questo influenzerà di molto la velocità con cui sarà possibile diffondere Bitcoin per risolvere urgenti bisogni di mercato e ingiustizie globali, sopprimendo così il valore del bitcoin stesso.

Il buonsenso in epoca moderna ci dice che tentare di limitare o condizionare l’accesso a qualsivoglia sistema equivale a schierarsi con il lato sbagliato della Storia. La tecnologia e le società in rete hanno portato un’ondata di apertura, collaborazione, partecipazione e responsabilità individuale. Le istituzioni disposte a seguire la marea e cavalcare l’onda verranno trasportate in alto, quelle che cercheranno di resistere troppo strenuamente verranno sommerse.

Una buona strada da seguire per l’industria è la disponibilità a regolamentare sè stessa, in modo particolare quando si tratta di interagire con le tradizionali istituzioni finanziarie e con le autorità normative. Ma queste organizzazioni devono conoscere i propri limiti e non perdere di vista ciò che conviene alla comunità nel suo insieme e ciò che la valorizza. Come ha detto Jon Matonis, direttore esecutivo della Bitcoin Foundation: “Come le organizzazioni che si autodisciplinano sono eccellenti soluzioni non-governative per le migliori pratiche industriali, esse devono essere vigili per mantenere l’integrità della missione originale. Nel caso di Bitcoin come classe di asset digitale negoziabile, la protezione del nucleo di attributi fondamentali prevede perfetto funzionamento, irreversibilità dei pagamenti e privacy definita dall’utente.”

Resistere all’apertura e all’inclusione, definendo liste di bitcoin “contaminati18 di restringere le transazioni agli indirizzi Bitcoin che possono garantire un certo gradi di identificabilità (per conoscere la propria controparte) può sembrare un chiara e sicura via per alleviare le preoccupazioni normative, ma tali strategie avrebbero un drammatico impatto sulla fungibilità e la natura partecipativa del sistema complessivo, svalutando l’intero progetto Bitcoin.

Qualsiasi identificazione del cliente che va al di là del punto in cui dalla finanza tradizionale si passa a Bitcoin è una linea nella sabbia che non può essere attraversata, non importa quanto questo snellirebbe l’onere normativo per alcune imprese.

Pensare che le imprese più regolamentate nelle giurisdizioni più restrittive possano dettare le regole fondamentali della comunità Bitcoin è pura follia. Gli imprenditori possono scegliere di creare business fortemente regolamentati che utilizzano il protocollo Bitcoin, ma sono loro a dover portare il peso di tali regolamentazioni.

Prima di iniziare a discutere quali concessioni alla comunità Bitcoin dovrebbe fare, dobbiamo prima decidere quali parti interessate dovrebbero essere accontentate e perché. Perchè, per esempio, questa discussione è guidata dall’applicazione della legge e non dalla difesa dei diritti di consumatori e commercianti? E’ nei migliori interessi
di ognuno che l’applicazione della legge conduca a decisioni politiche che riguardano direttamente la scelta del consumatore, la privacy finanziaria, e le dinamiche del mercato?

In effetti, abbiamo bisogno di avere una discussione aperta non solo sul “posto a tavola” delle forze dell’ordine, ma anche dei compromessi più ampi impliciti nell’approccio aggressivo al crimine finanziario, preferibilmente prima di criminalizzare intere industrie nascenti.

Alcuni chiari ed importanti effetti dovuti all’incremento di regolamentazione:

  • Una stroncatura sul nascere sull’attività bancaria per gli istituti non finanziari innovativi come le monete virtuali e le società finanziarie distribuite. Alcune banche nazionali hanno avviato politiche generali che stabiliscono che loro non si assumeranno il rischio di finanziare qualsiasi azienda associata a Bitcoin, senza riguardo per le misure di conformità di una particolare società o profilo di rischio.
  • Crescita del numero di persone prive di appoggio bancario dal momento in cui meno persone non intendono o non possono superare tutti gli ostacoli di normativi necessari per effettivamente “conoscere il cliente” o “conoscere la controparte”.
  • Esclusione di gruppi di persone “ad alto rischio” (spesso povere ed emarginate minoranze etniche) dal sistema finanziario globale, spesso con gravi conseguenze umanitarie. I soldi che i parenti mandano dall’estero sono la linfa vitale per molte comunità. Le aziende che facilitano questi trasferimenti vengono fatte chiudere regolarmente dalle banche che non vogliono fornire servizi a popolazioni “ad alto rischio”.
  • Per le poche aziende che possono operare in questo ambito, i costi di regolamentazione e l’incertezza hanno portato a minore concorrenza e costi astronomici sulle popolazioni meno in grado di affrontarli: una tassa sui poveri e diseredati per essere poveri e diseredati.

Questo porta a chiedersi seriamente se le preoccupazioni dell’applicazione della legge, che sono a volte non provate e teoriche, dovrebbero o meno determinare il risultato di queste politiche pubbliche. O, se forse dovremmo discutere se questi sforzi normativi ci costano, come società, più di quanto ne traiamo beneficio.

Ecco alcune modeste proposte per riportare un po’ di sanità mentale al quadro normativo statunitense per l’emergente settore dei pagamenti, in linea di massima, e come misure tappa-buchi per Bitcoin, mentre esso si evolve al di là della finanza tradizionale.

  • Creare uniformità e chiarezza eliminando regolamentazioni kafkiane riguardanti i servizi di trasferimento di denaro da-stato-a-stato sia tramite prelazione e integrazione in un’agenzia federale sia tramite home-rule e accordi di reciprocità.

Le norme e le procedure relative al trasferimento di denaro negli Stati Uniti sono senza dubbio le normative più opache, anti-competitive, e parrocchiali che le aziende negli Stati Uniti debbano affrontare, e sono offensive nei confronti di un sistema aperto e partecipativo.

Forse la causa principale del fallimento della regolazione del trasferimento multistatale di denaro è che ogni singolo Stato non è tenuto a rispettare il giudizio di un altro stato. Invece, ogni stato vuole affermare la propria giurisdizione su qualsiasi attività commerciale che tocca uno dei suoi consumatori, portando ad un mosaico di norme che è impraticabile in un mondo che usa Internet dove i clienti possono essere ovunque in ogni dato momento. Ma Internet non rispetta i confini e la giurisdizione.

E così ora siamo arrivati all’assurdità pura e semplice, in cui i regolatori statali non comprendono l’applicabilità delle loro stesse regole a un particolare settore, ma alla stesso tempo tale settore potrà ancora essere chiamato a rispondere per non aver applicato tali regole incomprensibili, finchè i regolatori non cercheranno il modo di capirci qualcosa prima o poi. Per essere chiari, in linea di principio un’impresa (che a volte può essere una startup tecnologica formata da due persone) dovrebbe essere in grado di comprendere le norme sul trasferimento di denaro e come si applicano alla sua attività. Questa cosa viola il più elementare senso di giustizia. Nessuno dovrebbe vedersi la vita rovinata con la prospettiva di una lunga detenzione per aver violato leggi che nessuno riesce a comprendere.

In realtà, è compito delle forze dell’ordine e delle autorità di regolamentazione spiegare le regole in modo chiaro e comprensibile prima di applicarle e farle rispettare all’interno di una nuova impresa. E’ inoltre compito delle autorità di regolamentazione in una società libera prendere queste decisioni in modo trasparente, e con la partecipazione del
pubblico.

  • Protezione da parte del BSA19 per banche e istituti finanziari che esercitino ragionevole impegno e sforzi in buona fede per mitigare i reati finanziari.

Il Bank Secrecy Act è radicato in una metodologia basata sui risultati. Le imprese che ricadono sotto l’amministrazione di FinCEN della BSA sono tenuti ad attuare politiche e procedure per assicurare una corretta e accurata registrazione delle transazioni dei clienti e per prevenire in modo proattivo i crimini finanziari che si verificano all’interno dei loro sistemi, anche da un singolo cattivo attore. Il risultato di questo approccio basato sui risultati è che le imprese subiscono grande incertezza in merito a dove quel sfuggente “cattivo attore” potrebbe essere nel loro sistema e il modo in cui saranno trattate dalle autorità di regolamentazione, se, nonostante gli sforzi, si rileva qualche crimine finanziario. In pratica questo porta a una cultura di avversione al rischio e a una cerchia sempre più ridotta di imprese “a scommessa sicura” che sono ammesse a partecipare al sistema finanziario globale e raccoglierne i guadagni.

Le imprese dovrebbero essere ricompensate per i loro sforzi in buona fede verso lo sradicamento dela criminalità finanziaria, per l’adozione di migliori pratiche nel settore, e per prendere sul serio la loro responsabilità come onesti membri del sistema finanziario globale. Concedendo protezione per legge, e quindi certa, per quelle imprese, anche nel caso che un cattivo attore sfuggisse alla loro rete, si permetterebbe alle imprese di prendere più rischi nell’acquisire nuovi clienti e così di aumentare la partecipazione nel sistema finanziario globale.

Così com’è, il processo di regolamentazione è molto simile a una fabbrica di salsicce: ogni animale ha un aspetto diverso quando entra, e tutti hanno l’aspetto di salsicce quando escono. Sembra che per soddisfare alcune voci nella comunità delle forze legislative e regolatrici, Bitcoin debba crescere fino a sembrare una versione a basso costo di PayPal o Western Union. Deve essere meno dirompente della finanza tradizionale, non più dirompente, e deve mettere meno potere nelle mani dei consumatori e dei commercianti e più potere nelle mani dello stato e delle istituzioni intermediarie. Può darsi che per essere appetibile ad alcuni attori del mercato, Bitcoin debba diventare come le salsicce che Washington, DC è abituata a mangiare. Ma si da il caso che la salsiccia vale meno del filetto.

Il Futuro della Finanza Distribuita

Il punto del progetto Bitcoin non è di riformare il sistema finanziario tradizionale. E nemmeno quello di integrarsi nel sistema finanziario tradizionale. Il punto è quello di ovviare al sistema finanziario tradizionale.

A differenza delle classiche istituzioni pubbliche e private, la comunità Bitcoin è aperta, trasparente, e partecipativa. Chiunque, da un funzionario di polizia a Washington, DC a un mercante di strada Haitiano, può partecipare al progetto e dire la sua su come Bitcoin debba svilupparsi. E’ responsabilità degli investitori attualmente nel sistema finanziario globale trovare un terreno comune e partecipare a in condizioni di parità. Il diritto di un individuo di prendere decisioni finanziarie autonome e di partecipare liberamente e senza ingiusti ostacoli all’economia globale è una pietra angolare della dignità umana e della sua legittimazione.

Dalla fine dell’era coloniale, le tradizionali istituzioni finanziarie hanno fallito nello sviluppare sistemi per includere popolazioni povere e in via di sviluppo. Non sorprende che il risultato di questo fallimente sia stato quello che altri gli hanno portato via il problema dalle mani. Bene o male che sia, la finanza distribuita è qui, ha un valore e vale la pena lottare per essa.

Satoshi ha acceso la miccia. Noi siamo la dinamite.

tratto da il portico dipinto